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Tatami: la nostra recensione

Il film presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia è in sala

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Lo sport come metafora della possibile emancipazione dai soprusi e dalle minacce: Tatami, diretto da Zar Amir Ebrahimi e Guy Nattiv, è un racconto di coraggio e autodeterminazione fatto con il cuore, da parte di chi quelle vessazioni le ha viste perpetrare negli anni, nel proprio Paese di origine. Presentata nella sezione Orizzonti dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, la pellicola racconta la storia di Leila (la bravissima Arienne Mandi), una judoka iraniana che, a un passo dalla medaglia d’oro, è costretta sotto gravi minacce a scegliere se ritirarsi o continuare la gara.

Tatami è una critica feroce alla follia del regime iraniano

 

La regista Ebrahimi è un’attivista iraniana che  ha sostenuto pubblicamente la protesta guidata dalle donne del suo Paese in seguito alla morte di Mahsa Amini; il suo impegno politico per aiutare il popolo iraniano si concretizza in un film di profonda denuncia al sistema. La ricordiamo per la sua interpretazione magistrale in Holy Spider (qui la nostra recensione), lungometraggio per il quale ha meritatamente vinto il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes nel 2022.

La vicenda si svolge in un unico ambiente, con rarissimi cambi di scena/flashback: la scelta contribuisce a far sentire anche a noi quel senso di claustrofobia, che man mano si fa sempre più pesante, quasi fino a togliere il respiro alla protagonista. Girato in formato 4:3 (quadrato, come il tatami, appunto, il tappeto sul quale tutto avviene) e in bianco e nero, che fa gioco sia a quel senso di oppressione, sia alla concreta possibilità che i colori, o meglio i sogni, possano essere cancellati.

Da non perdere anche per l’interpretazione delle protagoniste: oltre a Mandi, la co-protagonista Ebrahimi, che passa da una parte all’altra della macchina da presa con estrema spigliatezza: il personaggio di quest’ultima fa in un primo momento da contraltare alla protagonista, per poi starle accanto nel momento di svolta.

Ecco il trailer:

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