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Andrea Ottavi: “Recitare mi permette di esplorare le complessità dell’animo umano”

Intervista esclusiva all'attore nel cast di Flaminia

Ph. Giulio Cafasso
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Inizia a recitare a partire dalla maggiore età, prima a Teatro e poi al Cinema; i suoi ruoli più importanti nel film Sulla mia pelle di Alessio Cremonini e in Finalmente l’Alba di Saverio Costanzo. Attualmente possiamo vederlo sul grande schermo in Flaminia, il nuovo film di Michela Giraud.

Andrea Ottavi, giovane promessa del Cinema italiano, ci ha raccontato qualcosa in più di sé in un’intervista esclusiva per La Voce del Cinema!

 

In questo momento sei impegnato a Teatro?
Sì, nelle prove di Conversazioni dopo un funerale, una pièce scritta nel 1983 da Yasmina Reza. Sarà al Teatro Parioli il 7 e l’8 maggio. Il personaggio che interpreto, Francesco, è un critico letterario ed è il meno ‘borghese’ di tre fratelli, che si confrontano e si scontrano tra loro dopo la morte del padre. Si tratta di un testo molto complesso, mai portato in Italia finora, che parla di luci e ombre nelle emozioni che carattterizzano i rapporti familiari.

 

Torniamo al Cinema: in questi giorni ti vediamo nel film Flaminia di Michela Giraud.
Ho partecipato a questo film nei panni di Mirko, amico della sorella della protagonista, che troviamo in un centro di recupero per i disturbi dello spettro autistico. Lavorare con Michela è stata una gioia perché siamo amici da tempo e perché ho ritrovato tanti attori che già conoscevo e stimavo. Non lo credevo, onestamente, ma il film mi ha commosso e anche divertito per la sua ironia dissacrante.

 

Come ti sei avvicinato al Cinema?
Iniziando con delle figurazioni già a 17 anni. Nonostante fossero esperienze saltuarie, sentivo già che quel mondo mi apparteneva. Successivamente ho seguito un corso di Teatro con Mario Pizzuti e ho lasciato l’Università a cinque esami dalla laurea per dedicarmi completamente alla recitazione. Mi spiace avere interrotto gli studi, ma allo stesso tempo sono convinto della scelta perché amo questo lavoro, che mi permette di esplorare le complessità dell’animo umano.

Finalmente l'alba, film: Andrea Ottavi, attore - Intervista esclusiva - The Wom

 

 

Cosa porti di te nei tuoi personaggi?
Probabilmente per la mia fisicità e la mia statura mi hanno scelto spesso per ruoli di poliziotti (Sulla mia pelle, ad esempio); ero stato preso anche per il film Acab, ma mia madre non mi mandò perché avevo gli esami a scuola. La quotidianità mi offre grandi stimoli: ho sempre dato una mano (lo faccio ancora nel weekend) nel ristorante di famiglia, ottima fonte di ispirazione per me!

 

Un regista con il quale ti piacerebbe lavorare?
Se devo dirne solo uno, Matteo Garrone, che è tra i miei preferiti! In generale, poiché ho sempre interpretato personaggi dentro le righe, mi piacerebbe interpretare, nel futuro, un personaggio un po’ più ‘fuori le righe’.

 

Consiglia un film ai nostri lettori!
Il cigno nero, di Darren Aronofsky. Amo questo regista e ammiro tanto Vincent Cassel e Natalie Portman!

 

 

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