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Ivan Boragine: “Il lavoro dell’attore è un gioco serio”

Intervista al protagonista di Il diavolo è Dragan Cygan, dal 14 marzo al Cinema

Ph: Andrea Ottavi
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Ha iniziato giovanissimo in Teatro e dopo alcuni anni di fermo è tornato a recitare prima in tv e poi al Cinema. Il ruolo che lo ha reso celebre al grande pubblico è stato quello del sindaco Michele Casillo, nella serie tv Gomorra. Lo ritroviamo sul grande schermo dal 14 marzo nei panni di un poliziotto molto sui generis ne Il diavolo è Dragan Cygan: abbiamo intervistato in esclusiva per La Voce del Cinema l’attore Ivan Boragine.

Cinema, nelle sale arriva "Il diavolo è Dragan Cygan": intervista con l'attore Ivan Boragine

 

 

Hai iniziato giovanissimo a recitare: com’è nata questa passione?
Col Teatro. A 13 anni ho recitato per la prima volta interpretando Peppiniello in Miseria e Nobiltà. A quei tempi non riuscivo bene a dare un nome a quell’emozione che ho provato sin dal primo momento, ma me la sono portata dentro negli anni a venire. Per vicissitudini familiari ho smesso, ma quando ho sentito che quel fuoco stava scoppiando, mi sono messo a studiare seriamente recitazione.

 

I primi ruoli sono stati nelle serie tv?
Sì, ne La Nuova Squadra ho interpretato un personaggio al quale sono rimasto ancora affezionato e successivamente ho recitato in Gomorra: inizialmente avevo sostenuto il provino per interpretare Ciro, poi dopo pochi giorni mi hanno richiamato e scelto per il ruolo di Michele Casillo.

 

In questi giorni sei al Cinema con Il diavolo è Dragan Cygan: ce ne vuoi parlare?
Si tratta di un film di genere, un mix tra noir/thriller/poliziesco, putroppo con un budget molto limitato: per questo motivo è stato necessario mettere insieme tutte le forze per raggiungere il risultato finale. Racconta i problemi legati al lavoro nella società odierna: precariato, licenziamenti, delocalizzazione. Il mio personaggio, Fabrizio, è un poliziotto sui generis, sempre in bilico tra il buio e la luce, tra il male e il bene; fa uso di sostanze ed è violento, sia in famiglia, sia al lavoro. Mi è piaciuto affrontare un ruolo come questo, perché mi ha dato la possibilità di giocare col personaggio. Credo che quello dell’attore sia un gioco serio, in cui sento la necessità di trasformarmi, di conoscere altro rispetto al mio carattere, pur mettendoci un pizzico della mia anima.

 

Scegli sempre con cura i ruoli: qual è il prossimo che ti piacerebbe affrontare?
Vorrei essere un cattivo, come Edward Norton in Fight Club: una faccia d’angelo con tanti lati oscuri. Mi piacerebbe anche partecipare a una commedia, di quelle brillanti!

 

Consiglia un film ai nostri lettori!
Estranei: un film visto pochi giorni fa al Cinema, che mi ha colpito per l’intensità delle interpretazioni. Ho fatto il tifo per Oppenheimer e La Zona di Interesse agli Oscar; per Garrone mi è dispiaciuto molto, perché ho amato tanto Io Capitano. Mi piacciono le storie che regalano allo spettatore emozioni forti, indipendetemente dal genere!

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