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Speciale Oscar 2023: pillole dal set dei film in nomination – Everything everywhere all at once

Curiosità e aneddoti in attesa della notte degli Oscar

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Manca poco alla notte degli Oscar! In attesa di sapere chi saranno i vincitori, pubblichiamo alcune curiosità sui film e gli attori in nomination: due approfondimenti a settimana per conoscere meglio le pellicole in concorso.

Il film di cui parliamo oggi è Everything everywhere all at once, che con un botteghino mondiale da circa oltre cento milioni di dollari è diventato subito un vero e proprio caso cinematografico. Secondo film dei Daniels, al secolo Daniel Kwan e Daniel Scheinert, dopo Swiss Army Man, si svolge in tre atti. Innumerevoli le citazioni che variano dalla letteratura del fantastico alla cultura pop cinematografica, grande spazio è dedicato al kung fu.

Sono cresciuto guardando Jackie Chan, Jet Li, Michelle Yeoh, Stephen Chow – ha dichiarato Kwan – Il primo film che ho visto con Michelle è stato SuperCop e l’ho subito associata a Jackie Chan, pensando che fosse la sua versione femminile. Siamo stati felicissimi quando, poco dopo averle inviato il copione, ha deciso di accettare la parte. Pensavamo sarebbe stato difficile convincerla, tutt’altro! Ci siamo incontrati a pranzo: lei voleva assicurarsi che non fossimo dei pazzi e che avessimo davvero intenzione di fare il film, che non fosse una sorta di scherzo.

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Il film è stato girato (incredibilmente!) in una singola location ed è costato solo venticinque milioni di dollari. Sin dal successo del loro lungometraggio di esordio i due registi avevano in mente il concept del successivo, ma col passare degli anni si stavano iniziando a chiedere se nel frattempo quelle innovazioni che avevano in mente non fossero già state raccontate da altri; in effetti questo film interpreta in una maniera totalmente innovativa il concetto di multiverso nel Cinema. Secondo Scheinert:

Si potrebbe dire che è un film di kung-fu ambientato in vari universi multidimensionali. Un film che parla del gap generazionale, di internet e del terrore latente che accompagna la vita nell’era moderna, all’interno della quale coesistono l’elemento familiare, quello fantascientifico e quello filosofico.

In una foto che i registi scattarono nel 2016, anno in cui iniziarono a pensare alla stesura, si vedeva un diagramma complicatissimo su una lavagna grande come un’intera parete, che raffigurava più di una dozzina di sottotrame distinte per colore. Il risultato è coerente, ma col tempo i due hanno deciso che il riassunto dell’idea originale sarebbe stato, semplicemente, questo: un film su una donna che deve fare la dichiarazione dei redditi. Da un ufficio dell’Agenzia delle Entrate si passa attraverso infiniti mondi paralleli, tecnica già in uso nel Cinema che conosciamo, ma che con i Daniels assume un significato originale e ne fa un prodotto al momento unico nel suo genere. Con ben undici nomination siamo certi che riscuoterà grande successo anche agli Oscar: non resta che attendere.

 

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