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Empire of light: la recensione del nuovo film di Sam Mendes

Dal 2 marzo al Cinema

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Hilary (Olivia Colman) è una donna sola, abituata ormai alla mancanza di calore umano. L’unica cosa che conta nella sua vita è il lavoro nel multisala più celebre di una cittadina del Kent. Fatica a trovare un rapporto significativo fino all’arrivo di Stephen (Micheal Ward), un nuovo dipendente del cinema, che è gentile e di buon cuore, ma ancora molto giovane. Empire of light è l’ultimo film di Sam Mendes, in sala dal 2 marzo.

Empire of Light, la recensione del film di Sam Mendes

 

Scritto durante il lockdown e ambientato negli anni Ottanta, il film risente di alcune profonde riflessioni del regista durante quel particolare momento storico: Mendes si confronta col tema della malattia mentale e anche con la situazione della discriminazione razziale, che affonda le sue radici proprio in quel periodo, contraddistinto dalle politiche razziali e dalle rivolte di Brixton e Toxteth. In questo contesto si intrecciano due anime apparentemente distanti da ogni punto di vista, ma che condividono una sensibilità che il resto del mondo sembra non capire.

Un film sulla solitudine, sul dolore, ma anche una dedica d’amore alla Settima Arte: la maggior parte delle scene si svolge proprio all’interno del cinema, una sorta di non luogo e allo stesso tempo il nucleo centrale, che accoglie le storie dei protagonisti. Il film è stato girato a Margate, una cittadina sulla costa settentrionale del Kent, all’interno di un cinema in disuso con una sala da ballo, costruito all’interno di un edificio in stile art déco adiacente a un luna park costiero. Un luogo evocativo, in cui il lungomare freddo e tempestoso d’inverno si pone in netto contrasto con un delizioso foyer pieno di dolci e popcorn, dai caldi e accoglienti colori; da lì si accede a un altro mondo, la sala cinematografica, dove poter vivere forti emozioni quando diventa tutto buio e resta solo quell’unico fascio di luce, che parte dal proiettore e arriva allo schermo.

Empire of Light recensione film di Sam Mendes con Olivia Colman

 

Olivia Colman offre un’interpretazione degna della sua bravura, in un ruolo che Mendes ha scritto appositamente per lei. Anche Ward e Colin Firth, quest’ultimo nella parte di un bieco sfruttatore senza scrupoli, emozionano e contribuiscono al successo di una pellicola da non perdere. L’amore per il Cinema è il fil rouge che accompagna l’intera storia, attraverso citazioni più o meno esplicite e rimandi ai grandi maestri. Eppure proprio la protagonista, che vive praticamente solo per il suo lavoro, in sala non ci è mai entrata e di quel mondo si è sempre persa la parte migliore, rimanendo in uno stato di torpore perenne. Il messaggio che ci arriva da Mendes è chiaro: è un invito a tornare in sala, a farci nuovamente avvolgere da quel piccolo raggio di luce, che è una via di fuga e ci permette di sognare a occhi aperti per trovare un’altra parte di noi stessi.

Ecco il trailer:

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