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Le otto montagne: la recensione del film con Alessandro Borghi e Luca Marinelli

In sala dal 22 dicembre

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Una storia di amicizia, quella vera, che spesso non ha bisogno di tante parole e che resiste al tempo e alle avversità della vita: Le otto montagne racconta la storia di Bruno (Alessandro Borghi) e Pietro (Luca Marinelli), due ragazzi che si incontrano per caso e che rimarranno legati l’uno all’altro per sempre. Tratto dal romanzo omonimo di Davide Cognetti, che ha vinto il Premio Strega, il film è diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch.

Le differenze tra Pietro e Bruno sono enormi: l’uno viene dalla città e l’altro non ha mai lasciato il suo piccolo paese in Valle d’Aosta, eppure il loro rapporto diventa subito stretto, in maniera naturale, come solo i bambini riescono a fare: i due si capiscono al volo, con poche parole, ma uniti da quella bellezza della natura che li ospita e che diventa la loro casa. Entrambi cercano di fuggire dai loro padri, con i quali non comunicano, ma il loro percorso personale li riporta in qualche modo sempre alla loro casa, alla montagna, protagonista principale della storia.

Le otto montagne (film) - Wikipedia

 

Borghi e Marinelli, già una garanzia per la buona riuscita di una pellicola, ci regalano un’interpretazione che va oltre ogni migliore aspettativa: entrambi riescono a raccontare la fragilità e la forza di ogni singolo essere vivente, che sia uomo, animale, pianta o montagna, facendoci sentire parte di quella narrazione; come se la ricerca del proprio posto nel mondo da parte dei protagonisti rifletta quella di ognuno di noi. Pietro è l’archetipo del cercatore, del girovago sempre curioso e mai soddisfatto; Bruno è l’uomo che scala senza sosta la sua enorme montagna, concentrato, sincero, testardo.

Le otto montagne (2022) Recensione Cannes | Quinlan.it

 

Il libro descrive la Valle d’Aosta e i suoi abitanti in una maniera molto specifica e caratteristica, che trasmette una particolare autenticità: i due registi belgi sono riusciti a rendere davvero realistica l’ambientazione, anche attraverso l’uso sapiente della fotografia di Ruben Impens, che restituisce la bellezza naturale e i colori sgargianti dei paesaggi montuosi.  Anche i protagonisti si sono calati alla perfezione nei loro ruoli, attraverso uno studio sul dialetto e sulle usanze del luogo.

Le otto montagne è un film da non perdere, rigorosamente al Cinema, per godere della bellezza di ogni singolo fotogramma e commuoversi davanti a una storia che arriva dritta al cuore!
Ecco il trailer:

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