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Svevo Moltrasio: un film col crowdfunding per l’autore di Ritals

Intervista esclusiva al regista e interprete de Gli ospiti

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Molti lo conoscono per Ritals, la web serie di grande successo, in cui ha raccontato la vita di un espatriato a Parigi. Tornato da poco in Italia, dopo un’esperienza di dieci anni in Francia, Svevo Moltrasio ha aperto un suo canale Youtube, Il rimpatriato critico, in cui parla di Cinema, la sua grande passione. Il suo ultimo progetto è il film Gli ospiti, che ha deciso di realizzare in maniera indipendente, a partire da una raccolta fondi. Qui il link per partecipare: https://it.tipeee.com/gli-ospiti
Lo abbiamo intervistato in esclusiva per La Voce del Cinema e ci ha detto il perchè di questa scelta.

 

Sei diventato noto con Youtube, ma la tua formazione è cinematografica: quando hai iniziato a pensare seriamente di realizzare il tuo film?
Un film in generale da sempre, molto prima di fare il web, è stata la mia ambizione da quando sono adolescente. Invece un film in questa modalità, cioè da solo con il sostegno del crowdfunding, ho incominciato a pensarci quando ancora ero a Parigi e dovevamo fare la quarta stagione di Ritals. Per un attimo ho valutato se fare la stagione – come poi ho fatto – o lanciare una campagna di crowfunding per realizzare un mega episodio da un’ora e mezza, insomma un film, anche se per il web. Poi nel tempo mi sono sempre detto che qualora non fossi riuscito a trovare produzioni pronte ad investire su mie idee, prima o poi, avrei tirato fuori un progetto del genere. Tornando a Roma tre anni fa ragionavo già su un piccolo film da fare in solitario. Prima di quest’estate, di fronte all’ennesimo tirarsi indietro di diverse produzioni che inizialmente volevano lavorare con me e alla situazione ormai imbarazzante del cinema italiano, mi sono detto che era giunto il momento di fare qualcosa di questo tipo.

La scelta di ricorrere al crowdfunding è molto coraggiosa, poiché vuol dire anche muoversi su un territorio poco esplorato: come mai hai rimandato la decisione fino ad ora?
Come ho detto anche nel video sul film, ho rimandato perché non mi piaceva l’idea di chiedere soldi alla gente e anche perché, inevitabilmente, un film di questa tipologia sarà vittima di un pregiudizio: non è un vero e proprio film. Inoltre, se da un lato ho una maggiore libertà e autonomia artistica, dall’altra ho molti più limiti per via di un budget e di conseguenza una squadra, dei mezzi e del tempo, molto più limitati.

Dall’esperienza dei Ritals immagino ti sia portato anche un importante bagaglio in ambito organizzativo: realizzare in maniera indipendente i tuoi video ti ha allenato a gestire tutti gli aspetti connessi. In un film le cose cambiano molto, rispetto a delle brevi clip per Youtube: vorrei chiederti in che modo questa capacità di mettere insieme le varie fasi di realizzazione ti aiuterà nell’impresa.
In realtà molto prima dell’esperienza del web, avevo già girato molti cortometraggi il più delle volte autoprodotti e di cui mi sono occupato di tutte le fasi, compresa l’organizzazione. Difatti credo che questa precedente esperienza sia stata fondamentale nella riuscita di Ritals. Da non dimenticare che comunque per Ritals abbiamo fatto episodi anche di 25 minuti, quindi dei piccoli film. Per un film come questo che farò, il procedimento non è molto differente, non fosse per il numero di persone da coinvolgere e per il tempo che sarà tutto concentrato in poche settimane e non più in giornate sparse nei mesi, come una serie web.

Una sceneggiatura nasce e si evolve nel tempo, tenendo conto di diversi fattori: il soggetto del film è nato insieme all’idea del crowdfunding, o avevi già in mente una commedia corale che si svolgesse in un’unica location?
Da sempre ho scritto, realizzato o anche solo pensato, storie svolte in un contesto di luogo e tempo limitati. Nello specifico dell’idea de Gli ospiti, è nata da subito per un progetto da tirare su in maniera indipendente con una piccola squadra. Un piccolo soggetto del film lo abbiamo fatto leggere anche a qualche produzione, ma quasi casualmente, non ho mai creduto che qualche grossa produzione potesse essere interessata da un’idea del genere. Non capiscono storie piuttosto classiche e lineari che scrivo apposta per loro, figuriamoci una nata in piena libertà!

Il tetto minimo delle donazioni è stato raggiunto e già abbondantemente superato, dunque l’iniziativa è stata ben accolta dai tuoi fan: vorrei che ci raccontassi le loro prime reazioni.
Le reazioni sono principalmente legate alle donazioni incredibilmente generose che stanno facendo. C’è un entusiasmo nel quale speravo, ma di cui non avevo certezza. Il mio pubblico sta dimostrando nella maniera più concrete possibile che è interessato a un mio film. Questa è una prima grande soddisfazione, evidentemente dopo tutti questi anni di web, sono riuscito a far capire quale dovrebbe essere la mia vera dimensione. Non era per niente scontato, fino ad oggi il pubblico del web si è sempre mostrato disinteressato riguardo l’evoluzione dei propri beniamini su altri media, in particolare poi quello cinematografico. Poi in un periodo come questo, dove generalmente il pubblico si sta allontanando dalle sale e dal cinema, è un bellissimo segnale in controtendenza.

Realizzare un film da solo è molto impegnativo, da un punto di vista organizzativo e anche emotivo, ma ti permette di raccontare esattamente quello che vuoi, senza compromessi: quali sono i pro e i contro?
Come ho detto, c’è una libertà totale nell’ideazione e scrittura, sapendo che nessuno potrà mettere bocca su quello che voglio fare. Ma allo stesso tempo, i limiti produttivi mi pongono dei paletti estremamente rigidi. Non ho il tempo che servirebbe per girare per bene, non ho una squadra sufficientemente numerosa. Tutto è ridotto al minimo indispensabile, ovviamente anche il materiale. C’è pochissimo margine di errore e, ripeto, una volta il film pronto, dovremo scontrarci con l’accoglienza e del sistema e del pubblico, a un prodotto nato e sviluppato in una via cosi’ indipendente. Anche perché, lo dico già, lo stile del film non sarà quello tipico di certo cinema indipendente al quale si perdona un impianto produttivo ristretto. No, l’ambizione è quella di un racconto piuttosto classico, per certi versi nazional popolare, quindi le eventuali magagne sarebbero riscontrabili facilmente da chiunque.

Come hai scelto il cast?
Alcuni me li porto dietro dall’esperienza web, altri li ho scelti in seguito a provini, showreel o altri lavori fatti.

In uno dei tuoi ultimi video hai annunciato che la pellicola sarà una commedia, non un film comico: la differenza è sostanziale. Possiamo aspettarci di ritrovare nella storia quella tua tipica ironia pungente e dissacrante?
Credo proprio di sì. Il sarcasmo dissacrante ci sarà. Non si riderà molto, ma spero sia sufficientemente divertente.

Chi sono i tuoi modelli nella regia?
Nel momento in cui mi metto a girare, nessuno. Perlomeno non penso a nessuno quando decido di dirigere una scena, a meno che non voglia fare un omaggio. Poi inevitabilmente, in generale, in tutto quello che faccio, più o meno inconsciamente, in maniera più o meno velata, affioreranno le influenze di quei registi che più mi hanno segnato, da Woody Allen a Nanni Moretti, passando per Clint Eastwood e Luis Bunuel.

 

Facciamo un grande in bocca al lupo a Svevo per questo progetto! Noi vi aggiorneremo sulle prossime novità.

1 Comment
  1. Nizar says

    Grande Svevo!! Siamo tutti con te (li mortacci tua che ho donato e mo sto pure senza lira haha)

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