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Amsterdam: la nostra recensione

In sala dal 27 ottobre

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Un cast grandioso, costumi e scenografie perfetti, eppure ad Amsterdam di David O. Russel manca qualcosa. Tre amici, Burt Berendsen (Christian Bale), Harold Woodsman (John David Washington) e Valerie Voze (Margot Robbie), assistono a un omicidio diventandone essi stessi sospettati e scoprono una delle trame più oltraggiose della storia americana. Basato su una vicenda storica, il tentativo di golpe negli Stati Uniti che passò alla storia come Business Plot, si concentra soprattutto sul sentimento dell’amicizia e sulla nostalgia che i protagonisti hanno del periodo più spensierato della loro vita. La guerra ha fatto da spartiacque tra quei momenti eterni e la loro condizione attuale di emarginati della società. La dicotomia è tra Amsterdam, il sogno, i colori, la libertà, la spesieratezza; e gli Stati Uniti, in cui anche la fotografia sembra sottolinearne i caratteri decisamente più grigi e cupi.

Roma FF17 - Amsterdam: recensione del film di David O. Russell

 

Nel cast presenti anche: Anya Taylor-Joy, Rami Malek, Robert De Niro, Michael Shannon, Chris Rock, Zoe Saldana, Timothy Olyphant; forse troppi personaggi che sfilano velocemente, senza lasciare un’impronta davvero rilevante nella storia. Insomma, il progetto era sicuramente parecchio ambizioso, ma risulta piuttosto confusionario e dispersivo.

L’Arte ha un peso importante nella narrazione: rappresenta la rottura degli schemi che avvenne col Futurismo e restituisce quel senso di angoscia e smarrimento che si prova quando ogni certezza va in frantumi. Se visivamente la pellicola è  impeccabile, risulta scialba nella sceneggiatura e difficile da seguire per oltre due ore senza annoiarsi.

Ecco il trailer:

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