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Gabriel Montesi, dalle serie tv al Cinema: “Amo i registi con cui si crea complicità”

Protagonista della serie tv Sky Christian, sarà nel cast del nuovo film di Virzì

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Ha già lavorato con registi del calibro di Matteo Rovere e dei Fratelli D’Innocenzo; candidato ai David di Donatello come Miglior Attore Non Protagonista per Favolacce; è stato tra i protagonisti della serie tv Sky Christian, diretta da Stefano Lodovichi, con Edoardo Pesce e Claudio Santamaria. Prossimamente lo vedremo nel nuovo lungometraggio diretto da Paolo Virzì: Siccità.
Gabriel Montesi, giovane promessa del Cinema italiano, ci ha raccontato qualcosa in più del suo lavoro e dei suoi rapporti con i registi e i colleghi sul set.

 

Christian è una serie davvero sorprendente: ce ne vuoi parlare?

Sono contento, perché sento sempre note positive su questa serie. Sul set già sapevamo di non raccontare le solite tematiche riconducibili al genere crime, con una linea narrativa ben definita. Qui tocchiamo tanti argomenti, tutti diversi tra loro. Richiama un po’ all’ironia di quel vecchio Cinema italiano, che sa ridere di sé. E ogni singolo personaggio vive con ironia il proprio personale dramma.

 

La scelta del cast è stata azzeccatissima!

Stefano Lodovichi è stato molto in gamba nel darci la possibilità di esprimerci, ognuno con il proprio linguaggio. Io gli facevo da spalla durante i provini e, conoscendoci in questo modo, ho visto come lui ricerca un’intesa lavorativa con gli attori. Inoltre è un regista che dà il meglio di sé nel linguaggio seriale.

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Come sono stati i rapporti con i tuoi colleghi sul set?

Abbiamo lavorato con tranquillità e ci siamo divertiti tutti. Dietro a quell’apparente leggerezza, all’atmosfera giocosa, c’è tanta intelligenza: è come quando giochi a calcio con dei compagni simpatici, con i quali non vedi l’ora di ritornare a disputare una partita, con quelle emozioni che solo con loro puoi condividere. Un’altra caratteristica di Stefano Lodovichi è quella di lasciare spazio agli attori e decidere insieme: la camminata, l’abbigliamento, i capelli: abbiamo costruito insieme i personaggi e questo è stato molto gratificante! Lavorare con un regista che fa un passo indietro e ascolta chi gli sta intorno è qualcosa che non capita tutti i giorni.

 

Ci sarà una seconda stagione?

Non lo sappiamo, a volte ne parliamo anche insieme agli altri attori. Sarebbe bello.

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Nel frattempo si parla di un film di Paolo Virzì che ti vedrà tra i protagonisti…

Sì,è vero Si chiama Siccità e non vedo l’ora che esca al Cinema. Un’esperienza enorme, io considero Virzì come una sorta di Mangiafuoco, che fiuta gli attori, li capisce e tira fuori il meglio da ognuno di loro. Con lui mi sono divertito davvero molto, si è creata quella che mi piace definire una ‘ironia complice’. Si tratta di un film corale, in cui si parla di individui che appartengono alla categoria dei meno privilegiati: ho imparato moltissimo da questa esperienza, mi ha aiutato a crescere!

 

Facciamo un grande in bocca al lupo a Gabriel per il film in uscita e per i suoi progetti futuri. Siamo certi che le occasioni per farsi strada ed essere apprezzato ancora di più dal pubblico non mancheranno!

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