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West Side Story: la nostra recensione

Il musical diretto da Steven Spielberg al Cinema

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Steven Spielberg lo ha definito il film più arduo della sua carriera ed effettivamente cimentarsi con la trasposizione di uno dei musical più amati in assoluto è un progetto molto sfidante: West Side Story, al Cinema dal 23 dicembre, racconta la classica storia delle feroci rivalità e dei giovani amori nella New York di fine anni Cinquanta.
Questa rivisitazione dell’amato musical è interpretata da Ansel Elgort (Tony), Ariana DeBose (Anita), David Alvarez (Bernardo), con Rita Moreno (nel ruolo di Valentina, proprietaria del negozio in cui lavora Tony) e per la prima volta sullo schermo Rachel Zegler (María).

 

Il film sembra un’unica grande coreografia: anche le parti recitate danno l’impressione di essere sempre ritmate, con una musica immaginaria che fa da sfondo alle vicende romantiche dei protagonisti e riunisce armoniosamente tutti i personaggi. I movimenti, anche quelli più piccoli, sono studiati nei minimi dettagli e sembrano riappacificare, con la danza, le differenze nei quartieri di una città in piena trasformazione urbanistica. Una New York insolita, quella ci viene mostrata con eleganza e colori sgargianti, pur essendo in buona parte un cumulo di macerie.
Sembra che Spielberg voglia mostrare anche nelle immagini la dicotomia che caratterizza la pellicola: ci sono le differenze fra gang rivali, tra culture ed etnie differenti in perenne conflitto, ma anche tra una metropoli che deve essere rimessa in piedi e l’immagine che di essa arriva allo spettatore con colori allegri, vivi. Sono queste le ragioni per cui anche chi non ama particolarmente il genere musical non può che restare rapito e appassionarsi a quella che, se non altro, è una magnifica esperienza per la vista e per l’udito.

 

Non è la storia d’amore di chiara ispirazione shakespeariana a tenerci col fiato sospeso, ma la capacità di riunire in una grande opera le storie singole all’interno della Storia americana: la fine degli anni Cinquanta ha rappresentato per l’America, per la città di New York soprattutto, una svolta epocale. Le trasformazioni urbanistiche hanno reso il quartiere multietnico dell’Upper West Side una esclusiva zona residenziale, dove prima c’era solo malavita. Il remake è fedele al film del 1961, considerato un capolavoro, ma si arricchisce della sapiente regia di un gigante del Cinema.

Da vedere, rigorosamente sul grande schermo e (perché no!) in lingua originale!

Ecco il trailer:

 

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