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Promises: la nostra recensione

Al Cinema dal 18 novembre

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Una bella storia d’amore, ma anche un viaggio nel tempo, a ritroso tra i ricordi lieti e il faccia a faccia con i fantasmi del passato: Pierfrancesco Favino è il protagonista di Promises, pellicola diretta da Amanda Sthers, con Kelly Reilly e Jean Reno.

Le occasioni perdute, il dubbio perenne sulle scelte già fatte e sulle decisioni sbagliate: la narrazione si svolge in un flusso di ricordi, in cui il passato si intreccia col presente e con il futuro. Favino è protagonista assoluto di un racconto in cui la linearità del tempo si trasforma in una spirale.

Promises: la recensione del film con Pierfrancesco Favino e Kelly Reilly in concorso a Roma FF16

 

L’amore tra i due protagonisti, che si incontrano e si perdono continuamente, è il filo conduttore della vicenda, insieme alla passione per i libri. La regista inserisce nel racconto i testi letterari che in qualche modo hanno influito sulla sua formazione personale e professionale. Il flusso temporale è senza dubbio molto disarticolato e spesso si perde di vista il nucleo centrale della storia, a favore di continui e frenetici passaggi tra il vissuto e lo svolgersi dell’esistenza. La colonna sonora è un elemento fondamentale nel film, anche perché aiuta lo spettatore a destreggiarsi nei salti temporali, spesso non così ben definiti, tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Shtern è alla sua quarta regia, in questo caso è anche sceneggiatrice, di un’opera che nel complesso risulta poco lineare e piuttosto pretenziosa.

Da vedere in lingua originale, anche per apprezzare la recitazione in inglese di Favino, impeccabile come sempre in ogni ruolo in cui si cala.

Ecco il trailer:

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