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The French Dispatch: la nostra recensione in anteprima

Dall'11 novembre al Cinema

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Una raccolta di articoli tratti dal numero finale di una rivista americana pubblicata in una città francese immaginaria del Ventesimo secolo: The French Dispatch arriverà l’11 novembre nelle sale italiane. Il cast è arricchito dalla presenza di attori del calibro di Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Lyna Khoudri, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Stephen Park, Bill Murray e Owen Wilson.

 

Piaccia o no, una cosa è certa: lo stile di Wes Anderson non è mai monotono e ogni film riflette, in forme sempre differenti, il suo grande amore per il Cinema, in particolare, qui c’è un omaggio alla grande tradizione del cinema francese di Jean Renoir, oltre che una vera e propria lettera d’amore alla Francia, suo Paese di adozione da diversi anni.

Come quasi tutti i film di Anderson, anche questo è stato girato in pellicola. La musica viene utilizzata  in modo molto originale: non è a ciclo continuo in tutto il film, ma cambia sempre, si ferma e riprende nei momenti più inaspettati. La trama si svolge all’interno di uno schema narrativo diviso in quattro diverse storie, ma che sono l’una dentro l’altra, collegate.

 

Ruolo centrale è il rapporto con la parola scritta, presente a livelli differenti: la struttura della rivista, l’importanza del rapporto con gli scrittori e con quel particolare tipo di scrittura che oggi sta scomparendo. Il protagonista di ogni storia è, non a caso, uno scrittore.

Un altro aspetto partcolare, che contraddistingue le opere di Anderson, è la fotografia, affidata a Robert Yeoman: le immagini che passano bruscamente dal bianco e nero al colore, all’animazione… Per ogni singola scena c’è un set differente.

In attesa di vederlo, ecco il trailer:

 

 

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