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No Time To Die: la nostra recensione

In sala dal 30 settembre

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Lo abbbiamo atteso tanto e finalmente è arrivato, rigorosamente al Cinema e non in streaming: No Time To Die è il venticinquesimo film di 007, il quinto e ultimo con Daniel Craig. Una sorta di mini saga che si conclude con un finale davvero sorprendente!

Grande spazio è stato dedicato all’introspezione, con un protagonista che incontriamo all’inizio del film in una dimensione di vita solitaria, lontano da sparatorie e nemici da sconfiggere per il bene dell’umanità. L’azione resta l’elemento caratterizzante della storia. La prima parte della pellicola è tra le più emozionanti, con la città di Matera, sfondo ideale per una sequenza che resterà impressa a lungo nella memoria degli spettatori: le corse rocambolesche tra i Sassi, le scazzottate nei vicoli stretti di una città che sembra essere fuori dal tempo, evocano suggestioni incomparabili.

 

Nel lungometraggio diretto da Cary Fukunaga il personaggio nato dalla penna di Ian Fleming rispecchia i cambiamenti della società e ne racconta le evoluzioni. Se la spia interpretata da Sean Connery, o da Pierce Brosnan, incarnava maggiormente i tratti peculiari di un machismo oggi poco al passo con i tempi, Craig riesce a restituire una dimensione caratteriale più legata agli affetti, alla famiglia e agli amici, mostrando senza timori segni di ferite profonde e mai del tutto rimarginate.

Sembra prevalere l’importanza di un certo messaggio sociale, che si riflette anche sul ruolo della Bond Girl Paloma (Ana de Armas): una partecipazione quasi da comprimaria, che differisce dalla figura più ‘da contorno’ nell’immaginario comune legato ai personaggi femminili della saga.

La parte dell’antagonista affidata Rami Malek è ben azzeccata, ma poco incisiva: il villain, specie se interpretato da un attore con le capacità espressive di Malek, avrebbe dovuto avere uno spazio di maggiore rilievo nella storia.

No Time to Die - cinematographe.it

 

I momenti di azione sono coinvolgenti, le scene di stunt molto realistiche e appassionanti, ma la durata complessiva della pellicola è eccessiva: due ore e quarantacinue minuti risultano davvero impegnativi, probabilmente anche per i fan più sfegatati. La parte centrale del film risente di una naturale flessione, in cui il racconto dei sentimenti e l’accento sulle problematiche familiari, prevalgono sugli inseguimenti e sulle sparatorie mozzafiato. Si tratta della conclusione di un ciclo fatto di episodi legati strettamente tra loro e capiamo che la giusta conclusione potesse richiedere del tempo per compiersi pienamente, ma a un certo punto il livello di attenzione cala inesorabilmente.

Non ci resta che goderci questo ultimo episodio, che promette sicuramente una buona dose di suspense, passione e sentimenti forti. Il futuro di 007, che come dice uno dei personaggi ‘non è soltanto un numero’ inizia a delinearsi seguendo strade finora poco battute e promettendo cambiamenti sostanziali. In ogni caso, nonostante ci sia stata una grossa apertura anche a nuove possibilità interpretative, siamo quasi certi che il prossimo 007 non sarà una donna. Lo ha dichiarato la produttrice Barbara Broccoli: il successore di Craig dovrà essere uomo e appartenere a uno dei cinquantaquattro Paesi del Commonwealth. Bisognerà a questo punto aspettare il 2022 per conoscere le decisioni della produzione a riguardo. Nel frattempo godetevi lo spettacolo nel buio della sala!

Ecco il trailer:

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