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Una Relazione: la nostra recensione in anteprima

Al Cinema dal 13 al 15 settembre e poi su Amazon Prime Video

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Il racconto della fine di un amore da un punto di vista differente rispetto al solito: Tommaso (Guido Caprino) e Alice (Elena Radonicich) stanno insieme da quindici anni e decidono di lasciarsi provando a seguire un percorso di separazione graduale. Quando lo dicono agli amici, in una cena organizzata appositamente per dare l’annuncio, questi si aspettano la notizia del matrimonio e restano spiazzati. E lo stesso avviene per lo spettatore: parlare di separazione al Cinema (e nella vita) equivale nella maggior parte dei casi a scontrarsi con eventi straordinari, che sconvolgono l’equilibrio di coppia e ne modificano le sorti: tradimenti, bugie che vengono smascherate.

Una Relazione, scritto e diretto da Stefano Sardo e presentato a Venezia alle Giornate degli Autori – Notti Veneziane, sarà al Cinema dal 13 al 15 settembre e poi su Amazon Prime Video. Dedicato a Libero De Rienzo, in una delle sue ultime interpretazioni; seppure in un ruolo di secondo piano, fa come sempre la differenza all’interno della pellicola. La sua ironia innata, gli ottimi tempi comici, le battute sagaci, si alternano bene con le sequenze più drammatiche.

Azzeccata anche la scelta dei due protagonisti: il regista, già sceneggiatore di 1992, ha formato una coppia cinematografica con due degli attori più promettenti della serie. Si tratta di due immaturi, superficiali se vogliamo, che devono confrontarsi con una situazione nuova, mai sperimentata. Nello svolgimento di questa trama originale si coglie la sapiente scrittura che c’è dietro: Sardo è sceneggiatore esperto e il film può contare su una scrittura con intrecci ben articolati. Tommaso e Alice ci vengono mostrati in tutta la loro imperfezione e superficialità, all’interno di una vicenda che lascia l’amaro in bocca.

Il regista non solo fa sfoggio solo di una buona sceneggiatura, ma rende protagonista anche la musica, la sua musica: Caprino nelle inedite vesti di cantante aggiunge al proprio personaggio quel tocco di mistero e di fascino. In alcuni tratti la pellicola risulta lenta, un po’ trascinata, ma non è forse anche questa la metafora di una storia d’amore ormai finita, che si trascina pietosamente?

In attesa di vederlo, ecco il trailer:

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