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Free Guy: la nostra recensione

Dall'11 agosto al Cinema

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Una sorta di Truman Show, che ha come protagonista non un comune mortale, ma un’intelligenza artificiale: Free Guy – Eroe Per Gioco, diretto da Shawn Levy, con Ryan Reynolds. L’attore torna a vestire i panni di un eroe ‘anticonvenzionale’, comico e demenziale, che ormai si è ritagliato la propria fetta di pubblico.

Il protagonista è un ‘Npc’, un personaggio minore del videogame Free City, controllato da algoritmi ai margini dell’azione, che vive sempre la stessa giornata. L’incontro con l’hacker/avatar Molotov Girl (Jodie Comer) gli darà consapevolezza e lo  spingerà a voler salvare il suo mondo da chi progetta di spegnerlo.

Crítica | Free Guy: Assumindo o Controle | Thunder Wave

 

Il chiaro riferimento al cult con Jim Carrey non è l’unica citazione nella pellicola, il cui fiore all’occhiello è proprio la comparsa qua e là di menzioni (e anche qualche importante cameo all’improvviso!) Uno dei personaggi migliori è sicuramente l’antagonista, Taika Waititi (regista e interprete di Hitler in Jojo Rabbit): la sua verve trova ampio spazio di espressione nella storia.

Anche coloro che non sono particolarmente appassionati di videogiochi potranno capire e immedesimarsi: la morale della favola è quella del vivere consapevolmente, senza sprecare un attimo. Per questo si passa facilmente dalla vita virtuale a quella reale, con le dovute differenze.

Azione ed effetti speciali impreziosiscono la pellicola che, sebbene non sia un capolavoro, fa il suo dovere di intrattenere e divertire. In attesa di vedere il film al Cinema, dall’11 agosto, ecco il trailer:

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