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Gabriel Montesi: “Misurarsi sempre con ruoli diversi serve a migliorare”

Abbiamo intervistato l'attore candidato ai David di Donatello per Favolacce

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Gli inizi, dieci anni fa, a Teatro, in una ex fabbrica di Aprilia, poi la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e l’incontro con Matteo Rovere e i fratelli D’Innocenzo: abbiamo conosciuto meglio Gabriel Montesi, protagonista di Romulus e candidato ai David di Donatello come Miglior Attore Non Protagonista per Favolacce.

 

Una carriera iniziata da poco, ma già piena di impegni: come sono cambiate per te le cose negli ultimi anni?

Ho iniziato a fare Teatro nel 2011 ad Aprilia, la mia città natale, in una fabbrica abbandonata. Quando ho capito di voler coltivare nel tempo la passione per la recitazione, sono venuto a Roma. Dopo aver frequentato alcuni corsi privati, mi sono iscritto alla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, dove mi sono diplomato nel 2019. Già mentre frequentavo i corsi ho avuto l’opportunità di lavorare su diversi set e ho iniziato così a capire come funzionava l’industria cinematografica. Devo ringraziare la scuola per avermi dato gli strumenti necessari ad affrontare così presto il mondo del Cinema. Sì, le cose sono cambiate! Da quando c’è la pandemia, poi, mi sto rendendo conto maggiormente di quanto ci sia bisogno di nuovi contenui a livello cinematografico e seriale.

 

Uno dei tuoi ruoli più importanti grazie all’incontro con Matteo Rovere. Com’è andata?

Sono stato fortunato a incontrare Matteo Rovere, che mi ha offerto un ruolo ne Il Primo Re: un’esperienza incredibile, meravigliosa e allo stesso tempo faticosa a livello fisico. Ricordo ancora il giorno del provino: ero felice ed emozionato e ho sentito subito con lui una grande sinergia! Matteo mi ha dato poi un’altra grande occasione: con la serie tv Romulus mi sono cimentato nell’interpretazione di un personaggio narrativamente molto complesso. Lo ringrazierò sempre per questo: per avermi dato la possibilità di esprimere in maniera completa le mie qualità attoriali.

 

E poi?

Una piccola parte nel film Il Campione nel 2019 e sempre nello stesso anno sono stato chiamato dai fratelli D’Innocenzo per recitare in Favolacce.

 

Tutti i tuoi personaggi sono completamente differenti tra loro: come si fa a passare da un ruolo a un altro dando allo spettatore l’impressione di vedere sempre una persona diversa?

Per me è necessario cambiare nella mia identità. Lo faccio non per perdermi, ma per trovare altro e mettere in discussione ciò che è stato prima. Questa necessità, che per me è forte, nasce dalla voglia di migliorarmi sempre nella vita. Ogni personaggio mi dà anche la possibilità di avere un rapporto con il diverso, che sia di accoglienza e non di chiusura. Cambiare sempre, mai riportare quello che già conosco e che lo spettatore conosce. Questo fa parte della mia idea di onestà nei confronti del pubblico, col quale desidero instaurare un rapporto basato proprio sulla sincerità.

 

Sei candidato ai David di Donatello come Migliore Attore Non Protagonista per Favolacce: sei fiero di questo riconoscimento?

Per me è un onore aver ricevuto questa candidatura e ne sono davvero felice!

 

Uno degli ultimi ruoli interpretati è stato quello di Antonio Cassano nella serie tv su Totti, Speravo De Morì Prima. Cosa pensi delle dichiarazioni rilasciate dal calciatore sul personaggio?

Mi ha fatto piacere sentire quello che ha detto. Sono fiero di quello che ho fatto: non cercavo l’imitazione, ma l’interpretazione del personaggio. Credo che tutte le critiche servano ad andare avanti. Da un lato volevo somigliare a Cassano, ma dall’altro mi rendevo conto di non potere fino in fondo essere lui: anche questo conflitto che si crea dentro di me quando interpreto un personaggio lo trovo costruttivo! In questa serie ho avuto dei colleghi che ammiro moltissimo: Pietro Castellitto, Greta Scarano e Gian Marco Tognazzi.

 

 

Stai girando un film con Paolo Virzì: ce ne vuoi parlare?

Sì, non posso ancora dire molto in merito, ma auguro a tutti gli attori di potersi confrontare con registi di questo calibro, come sto facendo io in questo periodo!

 

Chi sono i tuoi registi preferiti?

Martin Scorsese è uno di quei registi che mi ha dato tanto, questo è innegabile. In generale, come attore, mi piace relazionarmi prima con la persona, perché una cosa è guardare i film e altro è conoscere i registi. Spero di incontrare nella mia carriera registi che siano prima di tutto delle grandi persone!

 

Consiglia un film o una serie tv ai nostri lettori!

L’ultimo film che ho visto è Respiro, di Emanuele Crialese. Non sono un grande consumatore di serie tv, ma Sanpa mi ha colpito davvero molto e consiglio di vederla!

 

 

 

 

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