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Tenet: in corsa agli Oscar per effetti speciali e scenografia

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Due nomination per gli effetti speciali e la scenografia, ma questo film avrebbe meritato qualcosa in più, soprattutto per la regia: Tenet, di Christopher Nolan esplora generi cinematografici differenti, con tanti spunti interessanti, sia dal punto di vista della sceneggiatura (che ha richiesto in totale circa sette anni), sia per la regia. Il genere azione e quello fantascientifico sono ben miscelati in una storia che sembra all’inizio incomprensibile, ma ci viene offerta dal regista in maniera non così criptica e indecifrabile come potrebbe a prima vista sembrare. Il bello di Tenet è che man mano veniamo accompagnati e inglobati in un universo temporale a sé stante: presente, passato e futuro si incrociano. L’esperienza è totalizzante e chi ha avuto la fortuna di poterlo vedere nel buio di una sala, prima che i cinema chiudessero per molto tempo, sa quanto abbia potuto fare la differenza.

La distorsione temporale è solo uno degli aspetti più evidenti di una sceneggiatura più stratificata e complessa. L’importante non è capire, come uno dei personaggi del film dice, ma sentire: questa ci sembra un’ottima dritta per decifrare più agevolmente la storia, insieme a una serie di indizi che il regista lascia qua e là per aiutarci a spiegare cose apparentemente incomprensibili.

Già il titolo palindromo spiega molte cose e ci introduce al Quadrato del Sator, un quadrato considerato magico (in cui la parola tenet si trova al centro), che consiste in un’iscrizione di parole in latino: Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas. A seconda del punto in cui si comincia a leggere, le cinque parole danno origine alla stessa frase, in modo che l’intera composizione risulti un palindromo: una frase che può essere letta da sinistra a destra e viceversa, ma anche dall’alto in basso e viceversa.

Anche il cast è ben assortito: dal protagonista, John David Washington (protagonista di Blackkklansman e figlio di Denzel) a Robert Pattinson e, last but not least, Michael Caine e Kenneth Branagh. Ognuno dei protagonisti è perfettamente calato nel proprio ruolo.

Nolan è famoso per gli effetti visivi, ma questo non deve far pensare necessariamente all’abuso della computer grafica: come il regista stesso ha spiegato, in Tenet sono ‘solo’ trecento le scene girate con effetti visivi digitali; il resto è tutto dal vivo, sul set, compresa l’esplosione di un vero Boeing 747!

Chissà se le nomination a Emmanuel Delis e Andrew Jackson (rispettivamente per scenografia ed effetti speciali) porteranno le ambite statuette a questa pellicola, che deve fare i conti con altri candidati di tutto rispetto; ad esempio: Love and Monsters, The Midnight Sky, Mulan. L’appuntamento per saperlo è al 25 aprile!

 

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