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Rita Abela: “Credo molto nella forza delle donne”

Intervista all'attrice siciliana, protagonista del film Il Mio Corpo Vi Seppellirà

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È una delle quattro protagoniste del western storico Il Mio Corpo Vi Seppellirà, diretto da Giovanni La Pàrola, prodotto da Ascent Film con Rai Cinema e Apulia Film Commission, dal 12 marzo in streaming: Rita Abela ci ha raccontato alcune curiosità sul suo personaggio.

 

 

Com’è stato passare dal Teatro al Cinema?

Sin da bambina ho capito che il Teatro sarebbe stato il mio futuro, ma anche l’incontro con la macchina da presa non è stato meno importante. Il Cinema e il Teatro sono due diverse lingue della stessa materia. Amo cimentarmi in esperienze sempre nuove: è stata una bella sfida. L’esperienza con Pupi Avati è stata illuminante: mi ha insegnato lui il linguaggio cinematografico quando ho recitato ne Le Nozze di Laura. Mi sento molto fortunata ad aver iniziato con un regista come lui!

 

Cos’hai portato al Cinema della tua formazione teatrale?

Mi piace approfondire il più possibile, prepararmi a interpretare un personaggio dopo aver studiato tutto: dal contesto storico, sociale, alla psicologia.

 

Chi sono le ‘drude’, protagoniste del film?

Sono donne coraggiose e spietate. Ognuna di loro ha una propria personale arma. Ciccilla, il personaggio che interpreto, usa il falcetto in modo molto cruento. Ha un approccio istintivo con la vita; è crudele, di una crudeltà che affonda le radici nel suo passato. In Psicologia si definirebbe una persona empirica, che non conosce l’affettività. Compie le sue azioni in maniera sadica e lo fa per non essere lei stessa vittima. La sua violenza, soprattutto nei confronti degli uomini, è funzionale a liberarsi del passato che la opprime: è una donna che ricerca la propria libertà. Un tema quantomai attuale, sebbene la storia raccontata nel film sia ambientata alla fine del 1800.

 

 

Come ti sei trovata con le tue colleghe: Miriam Dalmazio, Antonia Truppo e Margareth Madè?

Se potessi firmare un contratto in cui mi impegno a lavorare a vita con loro, lo farei senza esitazioni! Stesso discorso vale per il regista, Giovanni La Pàrola. Nel film emerge un forte senso di sorellanza tra queste donne ed è qualcosa che si è creato allo stesso modo tra di noi. Abbiamo condiviso tanto, sia a livello professionale, sia personale. Abbiamo trascorso molto tempo in una masseria in Puglia per prepararci; abbiamo riso e pianto insieme: un’esperienza totalizzante. Inoltre, è stato bello fare insieme nuove scoperte, come quella di imparare ad andare a cavallo come vere guerriere.

 

Come ti sei preparata per questo ruolo?

La preparazione è iniziata sin dai provini, che si sono svolti in gruppo, in cui recitavamo già delle scene. Il regista ci ha coinvolto molto ed è stato davvero stimolante. Oltre a imparare a cavalcare, alcuni attori hanno avuto degli stunt: non è stato il mio caso, perché per il mio personaggio non erano previste scene particolarmente pericolose. Sono caduta da cavallo e avevo paura che questa brutta esperienza mi allontanasse dalla familiarità con l’animale, come il ruolo richiedeva. Devo ringraziare i coach con cui ho lavorato: oltre a farci fare allenamenti mirati, mi hanno dato loro tanta fiducia e supporto. Alla fine è stato bellissimo: sono riuscita ad andare a trotto tenendo entrambe le redini con una sola mano!

 

Chi sono i registi con cui vorresti lavorare in futuro?

Mi piacerebbe lavorare con una regista, perché credo nella forza delle donne e in Italia di registe brave ce ne sono davvero tante! Se potessi lavorare all’estero, mi piacerebbe farlo con Cuaròn, o Almodovar: due tra i miei preferiti in assoluto.

 

Oltre al Teatro e al Cinema, nel tuo futuro ci sono anche le serie tv?

Certo! Prossimamente andrà in onda la terza stagione de Il Cacciatore, in cui interpreto una donna che diventa capo di un mandamento mafioso: un personaggio davvero interessante. Spero di continuare a recitare nelle serie, che sono la mia passione. Durante il lockdown sono diventata ‘addicted’, come molte altre persone, immagino. Mi piacciono le storie coinvolgenti, che siano interessanti anche perché di qualità, come ad esempio, La Regina Degli Scacchi.

 

 

 

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