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Francesco Baccini: “Amo i film che mi lasciano dentro grandi emozioni”

Intervista esclusiva al cantautore protagonista di Credo In Un Solo Padre, in streaming su Chili dall'8 marzo

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Un musicista eclettico, con una grande passione per il Cinema e una particolare attenzione ai temi sociali. A partire dall’8 marzo lo vedremo su Chili nel film Credo In Un Solo Padre, opera prima di Luca Guardabascio, in cui è protagonista con Massimo Bonetti: ecco cosa ci ha raccontato Francesco Baccini.

 

Ci parli del tuo personaggio?

Donato è l’unico dei figli di un padre-padrone (Massimo Bonetti) che ha il controllo completo sull’intera famiglia. Un uomo orrendo, che crea una spirale di violenza inaudita all’interno del suo stesso nucleo familiare: tratta il figlio portatore di handicap come una bestia e poi violenta sia la nuora, sia la nipotina. Donato è l’unico che si ribella a questa situazione e scappa per uscire dall’orbita di quest’orco. Spero che siano in molti a vedere questo film, perché quando ci sono in ballo temi difficili come quello della violenza domestica, più se ne parla e più si trova il coraggio per affrontarli.

 

Anche nelle tue canzoni, come in questo film, affronti problemi sociali…

Il film è ambientato in un piccolo paese del sud Italia, vicino Eboli. Una posto in cui vige l’omertà: tutti sanno quali siano i problemi, ma guai a parlarne e ad affrontarli di petto! Questo film è una denuncia e lascia davvero poco all’immaginazione. Mi ha molto colpito la reazione di alcune donne che lo hanno visto: avevano le lacrime agli occhi. Sono un cantautore, ma mi piace spaziare e scoprire generi diversi per raccontare delle emozioni, delle storie che meritano di essere conosciute.

 

Questo è il secondo lungometraggio in cui reciti: ci hai preso gusto?

Sì, amo il Cinema: è davvero la mia seconda vita! Sin dalla prima esperienza nel 2008 con Zoe (che è possibile vedere su Amazon Prime Video) ho capito che recitare mi divertiva. Di quest’ultimo film ho curato anche la colonna sonora, dall’inizio alla fine. Ne sono molto soddisfatto: pensare alle musiche di un film vuol dire in qualche modo essere come un regista, perchè molte volte è la musica che conferisce un determinato taglio alla scena e io ho sentito molto questa responsabilità. Ho provato e sperimentato, affinché la musica restituisse alla storia la sua giusta dimensione. Ad esempio, attraverso l’utilizzo del didgeridoo, ho voluto rievocare atmosfere cupe e claustrofobiche durante le scene di violenza.

Come ti sei trovato con il regista e gli altri protagonisti?

Benissimo, con tutti! Con il regista si è creato da subito un ottimo rapporto, sebbene un musicista non sia abituato al lavoro di squadra. Durante le riprese si diventa quasi una famiglia, si condivide molto. Massimo e io siamo diventati grandi amici, ci sentiamo spessissimo. Nella storia ci scontriamo duramente, ma nella vita scherziamo molto.

 

Hai recitato al fianco di Flavio Bucci, nel suo ultimo ruolo prima di morire. Com’è andata con lui?

Nonostante non stesse bene già durante le riprese, Flavio ha sempre dato il massimo. Sul set diventava un’altra persona, completamente immerso nel ruolo: un vero fuoriclasse! Io lo considero uno dei migliori attori degli ultimi cinquant’anni. Molti lo descrivono come una persona dal carattere difficile: io e lui andavamo molto d’accordo, c’era stima reciproca.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Un docu-film sulla vita di Luigi Tenco, prossimamente in uscita.

 

Chi sono i tuoi registi preferiti?

Monicelli su tutti, perché è riuscito a far piangere e ridere allo stesso tempo: è l’ultimo baluardo della vera commedia italiana, che non esiste più. Ha raccontato come nessuno la società italiana del tempo. Non è un caso che anche attori americani, come De Niro, fossero affascinati dal Cinema italiano di quegli anni. Tra gli stranieri, mi piacciono molto Stanley Kubrick e David Linch. Amo i film che ti lasciano dentro grandi emozioni, anche quando esci dalla sala, quelli che ogni volta che li rivedi scopri qualcosa di nuovo.

 

Consiglia un film ai nostri lettori!

Difficile dirne uno, è come chiedere quale sia la mia canzone preferita! Negli ultimi anni mi sono appassionato al Cinema francese, infatti uno dei miei attori preferiti è Daniel Auteuil. La Ragazza Sul Ponte è un film di Patrice Leconte, in bianco e nero, che consiglio a tutti!

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