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Stella Egitto: Abbiamo tutti un grande bisogno di ritornare al Cinema!

Maglia monospalla, Ele Collection Fotografa: Maddalena Petrosino Styling: EPsuite19 Make up: Raffaele Schioppo - Simone Belli Agency Hair: Francesco Borghese Hair designer Jerry D’Avino ufficio stampa Lorella Di Carlo
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È la protagonista, insieme a Luca Vecchi dei The Pills e a Daphne Scoccia, di Nel Bagno Delle Donne, in esclusiva su MioCinema dal 3 dicembre. Il film segna il debutto al lungometraggio di Marco Castaldi. Abbiamo fatto quattro chiacchere con Stella Egitto, che interpreta la moglie del protagonista.

 

Il protagonista del film dice che ognuno di noi ha un posto in cui ogni tanto ha bisogno di chiudersi. Qual è il tuo?
 
Caratterialmente non mi appartiene la modalità della chiusura emotiva che a lungo andare ti porta a esplodere. Preferisco esplosioni di minore entità, ma immediate. Sono una persona che gioca a carte scoperte e che difficilmente arriva a farsi domandare ‘qual è il problema?’ Lo metto sul tavolo io prima che mi si domandi. Tuttavia, anche in questa mia modalità funzionale, sono necessari degli spazi ‘zen’ e io li ritrovo nella pratica dello yoga Kundalini che pratico da diversi anni e a cui mi dedico con costanza. Recupero le energie e sono di nuovo pronta a ‘combattere’.
 

 

Nel Bagno Delle Donne è un film dalla comicità pungente, a tratti anche poco ‘politically correct’ . Cosa ti è piaciuto di questo progetto? Cosa ti spinge ad accettare un ruolo?

Mi sono piaciuti l’ironia e l’irriverenza con cui abbiamo potuto raccontare uno spaccato di vita quotidiana di una coppia di trentenni soggetta alla precarietà delle dinamiche circostanti, che in un modo o in un altro viviamo tutti. Accetto un ruolo se già in lettura lo sento vibrare. Se ne leggo il percorso e ne intuisco l’evoluzione. Se ne comprendo le domande, e se penso che la mia me possa restituire gli strumenti per costruirne le risposte.

 

 

Parlaci di Anna, la moglie del protagonista. Una storia divertente, anche se il tuo è un personaggio poco comico. Come ti sei rapportata a questo ruolo, anche in base al tuo modo di essere nella vita reale?

Ho amato il ruolo di Anna, la sua mania del controllo mi ha fatto sorridere e ho sorriso nel leggerne la pazienza e quell’amore combattivo che ha dimostrato nell’aspettare che Giacomo facesse il percorso (in questo caso surreale) per ritornare a sceglierla. Non sono maniaca del controllo, ma sono particolarmente sensibile; quando vengo delusa o quando arrivo ad un punto di saturazione è molto difficile che io riesca a tornare indietro. Anna no, Anna questa possibilità se la dà. Caccia Giacomo di casa non aspettando altro che torni indietro ‘cambiato’. E prima del suo gesto estremo finale (buttare giù la porta) si dà e gli dà il tempo, tempo di ritornare consapevolmente a scegliersi.

 

 

Questa storia apre molte riflessioni sul Cinema indipendente: qual è il tuo rapporto con questo genere di film? 
Faccio tanto Cinema indipendente perché dietro le storie che scelgo (e che mi scelgono) percepisco un entusiasmo e un’urgenza affine alle mie motivazioni. Mi piace lavorare in libertà, sono un’artigiana del mestiere: vengo dal teatro. Il processo di costruzione di un personaggio e di una storia non può prescindere da queste caratteristiche e spesso il Cinema indipendente è territorio dove questo accade con molta naturalezza.

 
Ti sei formata con il Teatro. Come è avvenuto il passaggio al Cinema e alle serie tv? 
 
Non è mai avvenuto un passaggio. Io faccio Teatro, Cinema e Televisione. Sono dei linguaggi che possono coabitare perfettamente insieme. Ho iniziato dal Teatro perché ho una formazione teatrale, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Lì durante il saggio finale venne a bussarmi in camerino quello che poi diventò il mio primo agente.

 

Come ti sei trovata con gli altri protagonisti, Daphne Scoccia e Luca Vecchi?

Bene! Col personaggio di Daphne non abbiamo quasi mai una relazione nel film, con Luca è stato divertente perché siamo due attori molto diversi ed è stato surreale conoscerci e poco dopo ‘raccontare la crisi della nostra storia’.

 

Il cinema d’essai poco frequentato che si vede nel film ci porta inevitabilmente a pensare alla chiusura dei cinema in questo periodo, ma in generale anche alla crisi che il Cinema sta vivendo. Cosa ne pensi? 

Sono molto amareggiata e preoccupata. Abbiamo bisogno del Cinema e bisogno che si ritorni al cinema e in teatro proprio come collettivo.  Andare al cinema e a teatro deve fare parte delle abitudini culturali del Paese in cui vivo. Abbiamo una tradizione che ci ha insegnato molto e tutti gli strumenti per trasformare in innovativo quello che abbiamo imparato dalla tradizione, ma deve esserci un’educazione al ritorno in sala.  Lo Stato ha il dovere di fare di più perché questo avvenga.

 

Quali saranno i tuoi prossimi impegni lavorativi?
Ho appena terminato le riprese di due progetti in uscita l’anno nuovo, una serie tv e un film per Netflix.
E a breve tornerò sul set di altri due progetti di cui ancora non posso svelare altro.

 

 

 

In attesa dei prossimi lavori di Stella, vi consigliamo di vedere Nel Bagno Delle Donne: un film davvero divertente e con molti spunti di riflessione! Ecco il trailer:

 

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