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Time: la nostra recensione in anteprima

Su Amazon Prime Video dal 17 ottobre

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Garrett Bradley si è aggiudicato il premio alla regia nella sezione documentari all’ultima edizione del Sundance Film Festival per un film che racconta, da parte dei diretti interessati, le ingiustizie del sistema carcerario negli Stati Uniti: Time, presente anche nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma, è su Amazon Prime Video.

La protagonista, Fox Rich, è una donna afroamericana che ha dedicato la propria vita a una missione: fare ottenere uno sconto di pena al marito, condannato a sessant’anni di detenzione per rapina. Nello stesso tempo la donna lotta contro un sistema che penalizza sempre i soggetti più deboli della società. Consapevole di aver sbagliato, cerca di recuperare credibilità di fronte alla società e ‘giustifica’ le azioni deplorevoli come errori di gioventù dovuti alla mancanza di consapevolezza e alla situazione di miseria. Ora si rende conto che, nonostante la povertà, aveva tutto ciò che una persona possa desiderare: la famiglia e l’amore reciproco.

Il film è in bianco e nero, quasi a voler sottolineare in maniera ancora più forte la disparità che purtroppo ancora esiste tra bianchi e neri: Fox non perde occasione per gridare a tutti che la sua famiglia sta subendo le conseguenze di un sistema completamente marcio. Il titolo rimanda al modo di dire ‘to do time’, che è un’espressione usata per dire ‘essere in prigione.’ In questo caso, il tempo è quello che non tornerà più; l’ultima scena, in cui i momenti salienti della pellicola vengono rivisti come una videocassetta che si riavvolge, rimarca ancora una volta l’angoscia del tempo perduto.

 

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