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Licia Lanera: Venezia, un sogno! Come un film con Tarantino…

Intervista all'attrice presente alle Giornate degli Autori con il film Spaccapietre, insieme a Salvatore Esposito

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Da una lunga esperienza come attrice e regista teatrale, fino ad arrivare al Cinema. Abbiamo incontrato Licia Lanera, protagonista insieme a Salvatore Esposito, di Spaccapietre. Il film è presente alla 77ma Mostra del Cinema di Venezia e in sala dal 7 settembre.

 

Spaccapietre è l’unico film italiano nella sezione Giornate degli Autori a Venezia: cosa vuol dire per te trovarti da protagonista alla Mostra del Cinema?

Fino a un anno fa il cinema per me era un luogo da osservare, più che un luogo da abitare. Appena ho avuto la notizia di Venezia, dopo aver pianto per mezz’ora, ho pensato: ci vuole fortuna nella vita! Ora che la giornata è alle porte, stento a realizzare ciò che sta accadendo, è come se ci fosse una Licia a preparare la valigia e il cuore, e un’altra che continua a sbrigare cose di lavoro, facendo finta di niente. Sento una gioia dentro, ma ancora non la conosco fino in fondo, non la so decifrare, ancor meno spiegare; diciamo che aspetto che mi travolga in laguna.

Locandina italiana Spaccapietre


Questo film segna il passaggio dal Teatro al Cinema: come mai questa scelta?

A proposito di luoghi da abitare, il Teatro è la mia casa. Il Cinema mi ha sempre affascinata, ma non mi era mai capitato di farlo un po’ per caso, un po’ perché non avevo trovato la “mia dimensione”. Recitare per me significa portare avanti un’idea, una questione profonda, per cui preferisco non fare progetti che non mi corrispondono a pieno. Un giorno di inizio estate, forse per destino, è avvenuto questo incontro tra me e i gemelli De Serio; ci siamo subito riconosciuti, parlavamo la stessa lingua. Ed ora eccomi qua. Loro sono riusciti a rendere “casa” per me anche il Cinema.

Chi sono i tuoi registi preferiti?
Tarantino, Herzog, Lars Von Trier e Scola.

Con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?
Garrone e Sorrentino li adoro e il loro scegliere spesso attori che provengono dal Teatro, mi fa ben sperare. Poi da bambina ho sempre sognato di incontrare Carlo Verdone. In ultimo, essendo a teatro la regina dello splatter, sogno di spruzzare sangue in un film di Tarantino!

Tornando al film; c’è qualcosa nel tuo personaggio in cui ti rivedi?
Sicuramente nella dualità: io, come Rosa, ho una forza da spostare le montagne, ma in fondo sono una tenerona.

Com’è stato il rapporto con il resto della troupe, in particolare con Salvatore Esposito?
Abbiamo lavorato benissimo, come fa una grande squadra. Tutti insieme, tutti uguali. Salvatore ha la caratura del primo attore davanti alla telecamera, ma nessun vizio del primo attore; è della squadra, è simpatico, è tenero, è un grande professionista.

 

Una grande esperienza da attrice in campo teatrale, ma anche alla regia: ti piacerebbe farlo anche al Cinema?
La regia teatrale è la mia vera e profonda vocazione. Ormai a Teatro recito solo negli spettacoli che dirigo, per mia scelta. Invece nel Cinema mi trovo a mio agio nel ruolo di attrice, quello di regista non lo riesco proprio a pensare. La mia idea di regia è profondamente legata alla prossemica teatrale, non credo di essere capace a fare altro.

 

I tuoi progetti per l’avvenire?

Avendo una compagnia tutta mia, il lavoro, che sebbene abbia avuto un sostanziale rallentamento causa Covid, non si ferma mai. Ho una tournée che mi aspetta e tanti allievi da seguire in giro per l’Italia. Ho appena ultimato la mia trilogia su tre autori russi dal titolo Guarda Come Nevica e adesso ricomincio a studiare per pensare a quale prossimo testo mettere in scena nel 2021/22. Per quanto riguarda il Cinema, attendo l’uscita del film e mi auguro ci siano nuove e altrettanto belle proposte!

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