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Giorgio Pasotti e Claudio Amendola insieme nel film Abbi Fede

La pellicola in streaming dall'11 giugno su RaiPlay

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Direttamente in streaming, senza passare per le sale cinematografiche: Abbi Fede è il secondo film girato da Giorgio Pasotti. Insieme al protagonista Claudio Amendola ci hanno raccontato quello che è un remake del film danese Le Mele Di Adamo del 2005. Pasotti, nei panni di un sacerdote che gestisce una piccola comunità di recupero, è coprotagonista con Amendola, che nel film è un neofascista di nome Adamo assegnato alle cure di don Ivano.

 

Per il tuo secondo film da regista hai scelto il remake di un film danese: come mai?

Giorgio Pasotti: Sono un grande fan della cinematografia scandinava, da Bergman in poi. Questo film mi ha colpito per l’ironia, anche nelle scene più drammatiche. Credo anche io, come il mio maestro e conterraneo Ermanno Olmi, che l’arte debba stimolare un pensiero, anche attraverso l’ironia. Purtroppo è un film che risulta molto attuale per i temi trattati, perché racconta di derive e di estremismi che oggi riempiono le nostre pagine di cronaca. Il mio remake vuole essere un po’ più ironico rispetto all’originale, ma questo non vuol dire che abbia trattato l’argomento con leggerezza.

Come è nato il personaggio di Adamo e come è stato interpretare un ruolo così agli antipodi del tuo carattere?

Claudio Amendola: L’approccio è stato prima di tutto fisico. Quando non lavoro sono in genere sovrappeso e questo ha aiutato nell’impatto visivo del personaggio. Con Giorgio abbiamo capito che Adamo in fondo è quello meno ‘strano’ tutti gli altri: all’inizio si sente forte rispetto a tutti, ma man mano perde il controllo della situazione. Adamo cammina in questa sceneggiatura come un soggetto quasi estraneo: è stato bello costruire questo personaggio insieme, giorno per giorno.

Giorgio Pasotti: Lavorare con un attore che è anche regista è molto stimolante. Per Claudio si è trattato di un ruolo sofferto, un personaggio diametralmente opposto a lui, che ha interpretato in maniera eccellente, come solo un grande attore sa fare. Adamo è il primo peccatore, la scelta del nome non è stata casuale.

Un film sulla fede, ma anche di grande attualità…

Giorgio Pasotti: Si parla di fede già nel titolo e i personaggi non rappresentano in maniera netta il bene e il male, ma sono molto complessi. In tutti loro c’è un eterno conflitto. Personalmente ho una profonda fede, spero che questo film sia visto anche secondo quest’ottica.

Claudio Amendola: Il mio è un personaggio che arriva spietato e poi abbraccia l’attualità. Non è stato facile calarmi nei panni di Adamo: non mi era mai capitato un personaggio del genere!

Il film non passerà dalle sale cinematografiche, ma sarà direttamente in streaming: come vivi questa situazione?

Giorgio Pasotti: Ho dovuto purtroppo rinunciare alla sala e me ne dispiace molto, ma lo streaming rappresenta l’opportunità di far fruire il film a un pubblico molto eterogeneo. Oggi non si può prescindere dalle piattaforme come servizio indispensabile per il Cinema.

 

 

 

 

 

 

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