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A Beautiful Day: la nostra recensione in anteprima

Il film con Joaquin Phoenix in prima tv su Sky Cinema

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Il Times lo ha definito “il Taxi Driver del XXI Secolo”, Cannes 2017 ne ha premiato la sceneggiatura e il protagonista: A Beautiful Day, film di Lynne Ramsay, è uscito al Cinema nel 2018 e ora arriva in tv. Che cosa lo ha reso così acclamato dalla critica?

Joe (Joaquin Phoenix) ha un passato da marine e vive lavorando come sicario per liberare ragazze minorenni dalla schiavitù sessuale. La storia è incentrata sulla missione che deve compiere per conto di un politico, che gli chiede di trovare sua figlia: a Joe viene detto che la giovane è preda di un’organizzazione per la quale è costretta a prostituirsi, ma dietro al rapimento si cela in realtà un sordido intrigo tra persone molto potenti.

La trama del film non è affatto molto articolata e anche i momenti di azione non sono così pieni di suspance. Quello che rende la pellicola interessante è proprio l’interpretazione del protagonista, che non a caso gli è valsa la statuetta al Festival di Cannes 2017 per la Migliore interpretazione maschile.

In effetti tutto il film sembra ruotare intorno al protagonista, che si esprime pochissimo con le parole, ma ci racconta tutta la sua traumatica storia attraverso flashback continui. E così Joe ci parla attraverso i suoi occhi, che diventano cattivi e spietati quando si trova di fronte al nemico da combattere, ma allo stesso tempo si sciolgono in pianto di fronte a una ragazzina indifesa. Il protagonista, come egli stesso ammette, è in grado di essere molto brutale; poi lo vediamo con la sua anziana madre, nei confronti della quale mostra tutta la dolcezza e le premure di cui può essere capace.

Nonostante il suo essere crudo, il film dà un segnale di speranza: il “giorno bellissimo” forse può esserci davvero. Quando tutto sembra ormai perduto e crediamo che a Joe non resti nulla per cui continuare a vivere, in lui nasce un sentimento forte, che lo porta ad andare avanti, per provare forse a smettere di sopravvivere soltanto e a dare un senso alla propria esistenza.

 

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