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A tu per tu con Michael Moore, in Italia per la Festa del Cinema Di Roma

Il regista ha presentato in anteprima Fahrenheit 11/9, al Cinema dal 22 al 24 ottobre

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Un film che ognuno di noi dovrebbe vedere: è questo il pensiero con il quale si esce dalla sala dopo aver visto Fahrenheit 11/9. No, non è un errore, il titolo del nuovo film di Michael Moore è quasi identico a quello che gli valse la Palma D’Oro a Cannes, ma questa volta i numeri sono invertiti per portare l’attenzione su un’altra data storica: quella dell’elezione di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti D’America.

Moore ripercorre le tappe che portarono a quel risultato, che sembrava impossibile per molti, ma che invece ha modificato il corso della Storia in una direzione che fa temere per il futuro. Il regista ha risposto così ad alcune domande del pubblico, che lo ha accolto con una grande ovazione.

 

Qual è la situazione del Cinema attuale?

Vivere in Paese in cui non si ha conoscenza di come si vive all’estero (il 70% della popolazione in America non possiede un passaporto!) l’unico spiraglio è il Cinema. Ho avuto la fortuna di crescere, seppure in una città di provincia, guardando i film dei più grandi registi. Oggi, purtroppo, non è così e questo contribuisce a far perdere la coscienza di sé e della situazione socio-politica attuale.

 

Come mai Trump ha vinto le elezioni?

Innanzitutto a causa di una legge elettorale sbagliata. Se siamo in democrazia, il Presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere colui che ha ricevuto la maggioranza dei voti. Inoltre, la stampa è innamorata di Trump, che ha rappresentato una vera e propria gallina dalle uova d’oro. All’inizio si rideva della sua candidatura e molti dicevano che non sarebbe mai stata una realtà perché la gente non sarebbe stata così stupida da eleggerlo: ebbene, lo è stata!

 

Cosa pensi della situazione politica italiana?

Sono in Italia da cinque giorni e ho guardato molta tv! Non capisco l’italiano, ma le immagini sì. Quando i ricchi prendono il potere nascondono la verità di ciò che accade al popolo. Trump è un maestro a instupidire gli americani, anche attraverso la televisione. Credo che anche in Italia accada la stessa cosa: Salvini e Di Maio vengono visti come personaggi di intrattenimento, in realtà non c’è nulla di divertente in quello che dicono e fanno!

 

Nel film fai paragoni Trump a Hitler. Credi che Trump sia un neonazista?

La satira politica può essere uno strumento molto potente per buttare giù certi personaggi. Il fatto che io ritenga Trump un pericolo non vuol dire che non mi diverta a prenderlo in giro.

 

Il film è un invito alla partecipazione attiva in politica: hai mai pensato di candidarti?

Sono stato eletto a diciotto anni nel Consiglio Scolastico, dunque ho fatto il mio lavoro. Bisogna incoraggiare le candidature politiche: siete molto più intelligenti dei politici che vi rappresentano!

 

 

 

 

 

 

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