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La forma dell’acqua: la nostra recensione

Il nuovo film di Guillermo Del Toro è al Cinema

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Una storia ambientata negli anni della Guerra Fredda, eppure così vicina a noi: il regista Guillermo Del Toro riesce, col suo ultimo lavoro, a far sì che ci avviciniamo così tanto ai protagonisti, fino a immedesimarci nelle loro incredibili vicende.

La forma dell’acqua (candidato a ben 13 premi Oscar!) non parla soltanto di un periodo storico in cui vigeva il terrore e i più deboli soccombevano davanti ai prepotenti; è un film che racconta soprattutto l’amore e, in particolare, l’amore che deve fare i conti con la diversità.

I protagonisti sono due esseri relegati ai margini della società: lei, Elisa, (Sally Hawkins) è una ragazza affetta da mutismo, senza famiglia e con pochissimi amici; lui, la ‘Creatura’, è un essere che fa paura a tutti, la cui immagine è ispirata a un personaggio di un film degli anni Cinquanta Il mostro della laguna nera, ma che di mostruoso non ha che l’aspetto.

Del Toro ci mostra in questa storia, che ha tanto il sapore di una favola, come i reietti siano in realtà tra i pochi a provare sentimenti autentici, mentre chi dovrebbe assicurare il rispetto della legge e la giustizia non è che un ipocrita messo al servizio dei potenti per farne gli interessi.

Una menzione a parte la merita senza dubbio la colonna sonora (non a caso tra le candidature agli Oscar), realizzata da Alexandre Desplat, che accompagna il viaggio dello spettatore in un’epoca lontana con canzoni originali, ma anche emozionanti intramontabili classici internazionali.

La pellicola è appena arrivata nelle nostre sale e noi ve la consigliamo vivamente per il weekend. Preparatevi a commuovervi, ma anche a vivere momenti di grande azione!

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