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Elegia Americana: la nostra recensione

Il film di Ron Howard su Netflix dal 24 novembre

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Un film basato su un’autobiografia di grande successo: Elegia Americana, disponibile su Netflix,  racconta la vita di J.D. Vance (interpretato da Gabriel Basso), caso editoriale del 2016. Gli attori sono stati scelti bene e non solo per l’impressionante somiglianza fisica con i veri  protagonisti della storia: Glenn Close ed Amy Adams ci regalano una prova attoriale di alto livello, grazie alla sapiente regia di Ron Howard.

La traduzione in italiano purtroppo non rende al meglio il significato del titolo, che in originale è Hillbilly Elegy: il primo termine si riferisce al modo dispregiativo in cui gli americani definiscono i campagnoli, coloro che vivono in provincia, gli zotici da tenere lontano secondo la mentalità di molti dei cittadini delle metropoli. Ed è proprio su questa disparità che si svolge la trama: il protagonista scappa dalla campagna per emanciparsi da una situazione di degrado che coinvolge tutta la sua famiglia, ma quando si trova a un passo dal farcela, il passato si ripresenta e lui deve farci i conti…

Sarà l’anno buono per l’Oscar alle due attrici che finora hanno collezionato tante candidature? Sicuramente lo meritano, come merita di essere visto questo film, che va a toccare le corde più profonde dell’anima. L’amore per la famiglia sembra opporsi al desiderio di diventare qualcuno nella vita: J.D. pensa di non poter progredire nella carriera e anche nei rapporti interpersonali senza scrollarsi di dosso quel passato vergognoso. E invece è proprio affrontandolo che capisce di potersi mettere in pace con il mondo, quando finalmente è consapevole di non doversi vergognare del proprio background, perché anche quello ha contribuito a renderlo l’uomo che è.

Un film da non perdere, per vedere ‘da vicino’ quel mondo così demonizzato, quell’enorme lato scuro di un’America lontana anni luce dai grattacieli di New York e fossilizzata in una mentalità dura da sradicare, eppure ricca di valori, in primis la famiglia. Il regista ci mostra queste contraddizioni con il suo solito occhio attento e attraverso riprese che sembrano ‘rubare’ momenti intimi di una famiglia come tante.

Ecco il trailer:

 

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