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Padrenostro: la nostra recensione in anteprima

Al Cinema dal 24 settembre

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Una storia reale, con la trama che prende spunto da un fatto realmente accaduto e si svolge a metà tra il racconto di vita vissuta e il sogno: Padrenostro, di Claudio Noce, inizia con l’episodio dell’attentato ai danni del vice questore Alfonso Noce (padre del regista, interpretato da Pierfrancesco Favino), responsabile del nucleo antiterrorismo del Lazio, nel 1976. Il film è nelle sale dal 24 settembre.

Ogni aspetto è curato nei dettagli, in modo che gli anni Settanta emergano prepotentemente: la scenografia, i costumi, persino la musica, sono tutti elementi che riportano a quel particolare periodo. Favino, che per questa interpretazione si è aggiudicato la Coppa Volpi a Venezia, e il piccolo Mattia Garaci sono di un’intensità sconvolgente. Il rapporto padre-figlio è raccontato con realismo, senza edulcorazione, secondo un modello ‘vecchio stampo’ in cui non è previsto manifestare la tenerezza, ma i figli devono vedere nel genitore un esempio di comportamento anche nel mantenere sempre un certo contegno. Per questo motivo il difficile personaggio del padre è dolce, ma senza sbilanciarsi nel concedere troppe smancerie. Ama profondamente i propri cari, ma non ammette che il figlio, testimone oculare di un episodio violento, possa aver bisogno di aiuto (anche psicologico) al di fuori della famiglia.

Se consideriamo quest’attenzione quasi maniacale alla caratterizzazione dei personaggi, possiamo anche perdonare al film qualche lacuna dal punto di vista della sceneggiatura, che non è sempre così lineare. La realtà e la dimensione onirica si mescolano spesso. Valerio (Mattia Garaci) comunica con amici immaginari, non riuscendo a trovare nel padre, né tantomeno nella madre, dei confidenti. Quando incontra un ragazzo in carne e ossa, non siamo da subito certi che esista davvero; il regista ci mostra questa presenza sempre alternata a quella del padre, come se l’uno escludesse l’altro e l’amico fosse quindi una proiezione che serve al piccolo Valerio per sopperire alle troppe assenze di un genitore che ha fatto del lavoro una missione di vita.

Noi consigliamo di vedere questo film e, in attesa, di gustarlo al Cinema, vi mostriamo il trailer:

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