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The Miseducation Of Cameron Post: la nostra recensione in anteprima

La pellicola distribuita da Teodora Film in sala dal 31 ottobre

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Uno dei film che ha raccolto maggiori consensi in occasione della proiezione in anteprima alla Festa del Cinema di Roma: The Miseducation of Cameron Post non è soltanto una vicenda che racconta l’omosessualità, ma una finestra aperta sul difficile periodo dell’adolescenza e le conseguenze che possono derivare da un approccio contorto alla sessualità.

Il tema centrale del film è appunto questo, lo si capisce già dal titolo: la diseducazione, ossia il vero e proprio lavaggio del cervello riservato a ragazzi omosessuali, ai quali viene inculcato il senso di colpa e l’idea che il peccato sia insito nel loro stesso modo di essere.

La storia è ambientata nei primi anni ’90, periodo in cui c’era una ritrosia nell’esternare le proprie inclinazioni sessuali certamente più forte rispetto a oggi. Per i ragazzi la situazione era persino peggiore. La protagonista, Cameron (un nome piuttosto maschile) viene mandata dalla zia in un centro di ‘conversione’ per omosessuali. Non si tratta ovviamente di una struttura specializzata e gli stessi ospiti capiscono ben presto di trovarsi di fronte a persone che stanno improvvisando e che, sebbene ostentino fermezza e conoscenza, sono in realtà degli psicolabili.

Il modo di trattare la storia, realisticamente e a tratti in maniera cruda, ha fatto meritare alla regista Desirée Akhavan il Grand Jury Prize for US Drama al Sundance Festival. Noi lo consigliamo e, in attesa dell’uscita il 31 ottobre, vi proponiamo il trailer:

 

 

 

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