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A Casa Tutti Bene: Muccino e il cast ci svelano alcune curiosità sul film

La pellicola sarà nelle sale a partire dal 14 febbraio

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Una grande famiglia è costretta, a causa di una mareggiata, a rimanere su un’isola: è questa la trama dell’ultimo film di Gabriele Muccino, dal titolo: A casa tutti bene. In attesa dell’uscita, il giorno di San Valentino, pubblichiamo un’intervista al regista e ad alcuni membri del cast.

 

Muccino, com’è stato tornare a lavorare in Italia dopo l’esperienza negli States?

Muccino: “Dopo oltre dieci anni di vita e di lavoro a Los Angeles, dopo aver viaggiato fisicamente ed emotivamente in luoghi lontani scoprendo cose che mai avrei immaginato, il mio è un vero ritorno a casa, anzi una sorta di ritorno a Itaca di un Ulisse un po’ più adulto, che ha visto e vissuto tanto”.

Il cast è davvero molto ricco: con quale criterio sono stati selezionati gli interpreti?

Muccino: “Ho cercato di essere come sempre attentissimo a chi scegliere; per farlo ho incontrato uno a uno attori e attrici che credevo giusti per il ruolo e ho chiesto a tutti di leggere stralci di scene e a quasi tutti di sottoporsi a uno o più provini prima di fare le scelte definitive. Poi li ho osservati e guidati durante le prove, per fortificare la giusta alchimia tra loro. Il momento di selezione, ricerca e sperimentazione di alcune idee su certi interpreti è stato fondamentale perché la nostra famiglia prendesse corpo e fosse viva ed autentica come l’avevo pensata”.

Carolina Crescentini, com’è stato lavorare in un cast così importante, molto spesso in scena contemporaneamente?

Crescentini: “Direi esaltante! Ognuno degli attori ha portato al suo personaggio e alla storia che stavamo raccontando la propria verità. Abbiamo dato vita a una squadra molto affiatata e tesa all’ascolto degli altri e non ci sono mai state tra noi competizioni o rivalità. Siamo stati in scena tutti insieme quasi ogni giorno, qualche volta uno di noi era al centro di una ripresa e un altro giorno si limitava a restare sullo sfondo”.

Pierfrancesco Favino, crede di rispecchiarsi nel suo personaggio?

Favino: “Ognuno di noi attori ha portato in scena una parte di sé vicina al personaggio che Muccino aveva avuto la capacità di intravedere; nel caso di Carlo forse potrei avere in comune con lui solo il suo desiderio di far stare bene tutte le persone che gli sono intorno e di fare quadrare la sua vita”.

Claudia Gerini, cosa porta a casa di questa esperienza?

Gerini: “Questo film ha rappresentato per me una grande lezione. La cosa evidente era l’ammirazione e la stima che ognuno di noi aveva nei confronti degli altri amici e colleghi. Mi sono sentita parte di un organismo vivo e pulsante e il ricordo di questo set allestito su un’isola così speciale e struggente è destinato a restare indelebile. Gabriele Muccino si è rivelato per tutti un padre o un fratello in grado di coordinare felicemente tutto, coinvolgendo i suoi interpreti in momenti di grande emozione. Siamo stati tutti testimoni privilegiati delle performance di tanti grandi attori,consapevoli che lo spazio in scena degli altri colleghi era funzionale anche a noi stessi. Insomma, a volte prendono vita magicamente le ciambelle col buco, dove tutto appare sorprendentemente giusto, intonato e funzionale”.

 

 

 

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